F.I.D.E. (Fédération Internationale des Échecs)
F.S.I. (Federazione Scacchistica Italiana)
C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano)
Comitato Scacchistico Valdostano - Comité Valdôtaine des Échecs
59° CAMPIONATO ITALIANO
Saint-Vincent, Sala Congressi Municipio, 13 - 21 novembre 1999
Comunicato n. 2, 14 novembre 1999
A cura di Lanfranco Bombelli, Franco Brunod, Agostino Scalfi
http://www.netvallee.it/scacchi comitatoscacchivda@netvallee.it
Info: Bombelli 03356108151 bombelli@libero.it Brunod 03358114310 Scalfi 03472513645
Le novità regolamentari
Le norme per il titolo di Maestro Internazionale
Complimenti a Paolo Vezzosi
Abbiamo riferito nel primo comunicato sulla partecipazione di Igor Efimov "fuori titolo" per le nuove normative sui giocatori che non sono a tutti gli effetti cittadini italiani. In molti ci hanno chiesto delucidazioni e precisiamo che - essendo Efimov residente a Montecatini Terme e riconosciuto dalla Fide come giocatore italiano - può legittimamente giocare per l'Italia in ogni manifestazione internazionale individuale o a squadre. Potrà anche continuare a giocare il campionato con la stessa preclusione se in possesso dei titoli e dei diritti previsti dal regolamento e/o dal bando annuale. Igor non ci sembra particolarmente sconvolto dalla delibera federale: anzi è al momento in testa con Mantovani a punteggio pieno e ha portato a Saint-Vincent tutta la famiglia (moglie e due figlie) che non si è lasciata sfuggire l'occasione di visitare la Valle d'Aosta.
Il campionato allinea due Grandi Maestri (Efimov, Godena) cinque Maestri Internazionali (Arlandi, Bellini, Belotti, Mantovani, Sarno) due Maestri Fide (Aldrovandi, Rossi) e un Maestro Fsi (Costantini): quindi sono solo in tre interessati alla norma per il titolo di Maestro Internazionale. Di essi il bolognese Costantino Aldrovandi ha già una norma (Reggio Emilia 1998) mentre Rossi è vicinissimo al titolo. La pratica è allo studio della segreteria federale, perché le sue norme sono ben quattro, di cui una recentissima ad Arco di Trento. Però la prima ad Asti è in scadenza, mentre quelle di Lacona e Bratto presentano difetti formali. Un'ulteriore norma gli assegnerebbe il titolo matematicamente, senza escludere che le maglie del regolamento consentano una domanda immediata. Rimane poi ancora comunque il vincolo del raggiungimento della soglia 2400 punti di punteggio internazionale.
A Saint-Vincent la norma m.i. è fissata a punti 5,5 su 9, essendo il torneo di sesta categoria Fide, a fronte di una media Elo pari a 2394.
Apprendiamo oggi che un vecchio amico dei tornei valdostani, il Maestro Fide Paolo Vezzosi di Parma, ha conseguito una norma m.i. a Montecatini nel torneo ad inviti organizzato dal C.S. Surya, circolo campione italiano a squadre (Efimov e Arlandi giocavano per questi colori) nonché circolo organizzatore di molte notevoli manifestazioni e iniziative nel corso dell'anno. Vezzosi ha trentanove anni, non è professionista ma è impiegato, conseguì già in passato le norme previste, ma il titolo poi gli sfuggì per non aver raggiunto i citati 2400 punti, con una pizzico di sfortuna, subendo anche un cambiamento delle regole nel frattempo. Ha quasi sempre giocato nei tornei di Aosta e Saint-Vincent, inclusa la finale del campionato 1998 e la semifinale del giugno 1999.
Oltre alla normativa per i giocatori stranieri, Saint-Vincent 1999 presenta ancora due novità. Anzitutto gli spareggi rapid play (25 muniti a testa più dieci secondi a mossa) che si giocheranno lunedì 22 novembre in caso di ex aequo per il titolo. Il passato ci ha riservato soluzioni diverse, ora con spareggi tecnici ora con match in date successive. La Fsi ha accolto ora la soluzione più moderna, che permette di assegnare il titolo "sulla scacchiera" ma senza code complicate sotto il profilo della sede, dei costi e dell'agenda personale dei giocatori.
Esordisce poi nel campionato italiano l'orologio elettronico programmato con il cosiddetto metodo Fischer. La variante scelta è quella in uso nei maggiori tornei internazionali: 100 minuti per 40 mosse, poi 50 minuti per 20 mosse, poi dieci minuti per finire. Ad ogni mossa eseguita - a cominciare dalla prima - l'orologio aggiunge 30 secondi. Già il torneo zonale di qualificazione al campionato del mondo femminile (Saint-Vincent, maggio 1999) si era disputato con questa cadenza. Si risolvono due problemi gravi. Uno storico: il cosiddetto "Zeitnot fatale" poiché a ciascun giocatore rimangono comunque 30 secondi per pensare ed eseguire una mossa. Uno contemporaneo: la delicata e discrezionale assegnazione della patta arbitrale nella fase conclusiva, denominata quick play finish. (l.b.)